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Errore di fatto revocatorio: il Consiglio di Stato accoglie la nostra tesi e salva l’ammissione al concorso 2016 degli Insegnanti Tecnico Pratici
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Il Consiglio di Stato, con un’articolata sentenza, ripercorrendo gli angusti spazi delle ipotesi di accesso alla revocazione, ha accolto il ricorso degli Avvocati Michele Bonetti e Santi Delia, name founder dello studio Bonetti & Delia, evitando il licenziamento di una ventina di Insegnanti Tecnico Pratici, ammessi a partecipare al concorso 2016 per effetto di provvedimenti cautelari. Il “concorsone 2016”, come ricorderete, è stato il primo esclusivamente riservato agli insegnati abilitati in ottemperanza alla riforma della c.d. “Buona Scuola” appena entrata in vigore nel 2015. Tale scelta del Legislatore aveva escluso ogni possibilità di partecipazione non solo a tutti i soggetti che avevano scelto di non abilitarsi ma, soprattutto, a coloro i quali, dopo aver ottenuto il titolo di accesso all’insegnamento, non avevano avuto alcuna possibilità di partecipare a percorsi di abilitazione in quanto lo Stato italiano non ne aveva creati. In giudizio, nell’ambito delle migliaia di ammissioni che per quel concorso siamo riusciti ad ottenere, avevamo dimostrato l’illogicità e l’irragionevolezza di tale previsione normativa ove non interpretata nel senso di non consentire l’ammissione a chi, quell’abilitazione, non l’aveva potuta conseguire in ragione dell’inesistenza di canali abilitanti frattanto banditi. “Il presupposto logico e giuridico-formale ineludibile perché risulti corretto l’assunto testé enunciato…
#Mancata conferma di interesse #Decadenza dalla graduatoria - Il TAR dichiara la cessazione della materia del contendere dopo l’accoglimento cautelare, volto al reinserimento nella graduatoria nazionale di Medicina e Chirurgia 2022/2023.
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Dopo aver ottenuto un primo accoglimento cautelare con decreto monocratico confermato poi in sede collegiale, il nostro Studio Legale ha ottenuto una pronuncia definitiva di cessata materia del contendere da parte dei Giudici del TAR del Lazio, volta al reinserimento nella graduatoria nazionale di Medicina e Chirurgia di una studentessa figurante come “rinunciataria”, in quanto sostanzialmente decaduta dalla graduatoria. La studentessa dopo aver superato brillantemente il test si accingeva ad immatricolarsi nell’Ateneo presso cui era prenotata. Tuttavia, essendo già iscritta ad altro corso di studi per conservare la carriera le veniva richiesto di effettuare le procedure di trasferimento anziché una nuova immatricolazione. Nelle more dell’iter burocratico di trasferimento, la studentessa decadeva dalla graduatoria per la mancata conferma di interesse e le veniva successivamente impedito di iscriversi.   Attraverso il nostro studio legale la ricorrente ha impugnato tale diniego al TAR, che con decreto monocratico ha accolto le doglianze della studentessa. Sulla mancata conferma di interesse infatti il decreto ha specificato ulteriormente che “Considerato tuttavia che tal clausola di chiusura, dev’esser applicata secondo ragionevolezza, in base, cioè, alle peculiari vicende personali che giustifichino, con adeguata motivazione, talune e rigorosamente verificate posizioni peculiari; Considerato al riguardo che, tra tali posizioni, va annoverata…